Bianco veleno

1779768_10203204502450828_822585178_n

Il latte è un alimento altamente energetico.

Quello materno è adatto nei primi mesi di vita quando lo sviluppo del neonato è molto veloce; dopo lo svezzamento, l’introduzione del latte vaccino diventa una forzatura dettata dall’idea che il latte faccia bene anche da adulti. Ma non è così. Latte umano e latte animale sono profondamente diversi: quello materno fornisce 70-75 kcal/100 ml ed è composto da 1 grammo di proteine, 4,4 g di lipidi e 6,9 g di carboidrati ogni 100 ml. Il latte vaccino apporta 61 kcal/100 ml, 3,1 g di proteine, 3,4 g di lipidi e 4,8 g di carboidrati mentre quello di capra 72 kcal, 3,9 g di proteine, 4,3 g di lipidi e 4,7 g di carboidrati per 100 ml.

Risulta evidente come, a fronte di un sovrapponibile potere calorico, i latti animali hanno un contenuto proteico nettamente superiore a quello materno (3 volte tanto quello di mucca e 4 volte tanto quello di capra). Il latte di capra e di altri animali fu usato dai popoli nomadi molto tempo prima di quello delle vacche domestiche. Gli europei introdussero il latte di vacca negli Stati Uniti intorno al 1625. Qualche anno dopo fu formata la prima mandria per la produzione di latte.

L’attrattiva che il latte esercitò fu forte, soprattutto grazie alla propaganda di alcuni uomini d’affari, che furono i fondatori di una delle più importanti industrie alimentari americane, ed al supporto che diede loro il governo nel promuovere il latte come cibo fondamentale per l’alimentazione dell’uomo. A partire dal 1830 la domanda costrinse i produttori a meccanizzare la produzione, e a partire da allora praticamente tutto quello che poteva essere fatto al latte fu fatto, irradiamento compreso. Con l’avvento della pastorizzazione, dell’omogeneizzazione e dei mezzi di trasporto refrigerati, la disponibilità di latte crebbe, e alla fine della Seconda guerra mondiale il latte era diventato il simbolo del modo di mangiare ben congegnato e dieteticamente superiore, tipico di uno stile di vita che negli anni successivi andrà ad imporsi in tutto il mondo.

Le proteine del latte animale sono le maggiori responsabili dell’aumento di quei fattori di crescita (IGF-1, insulina, ormoni sessuali) che, in giovane età, promuovono lo sviluppo e la maturazione corporea, ma da adulti possono favorire l’osteoporosi e l’insorgenza di tumori ormono-sensibili (in particolare quello al seno).

Stefano Momentè – con Riccardo Menazza

Fonte
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10203204502450828&set=a.1191350061349.2029922.1156296344&type=1&theater

 

Rispondi