Cane lasciato morire in un bidone di catrame

Un cane randagio lasciato morire dentro un fusto di catrame.

16/06/2012 Reggio Calabria, fraz. di Sambatello: un cane randagio lasciato morire dentro un fusto di catrame. Il totale silenzio degli organi preposti non ha favorito la salvezza dell’animale.

Un pomeriggio qualunque d’estate: ennesima segnalazione all’Associazione Dacci una Zampa Onlus da parte di un privato cittadino…ennesima richiesta d’aiuto nella “vacatio” delle istituzioni preposte: nella serata del 15 giugno 2012 a Sambatello, frazione di Gallico, un cane di taglia media, probabilmente perché rincorso da un branco di altri cani randagi, saltando da un muretto è caduto all’interno di un bidone pieno di catrame.

La bestiola non riuscendosi a liberare ha iniziato a guaire e abbaiare. I lamenti sono stati uditi da un giovane del luogo, che ha provato a liberare il povero animale ormai per tre quarti immerso nel liquido. Nella mattina di oggi un intero paese si è mobilitato per provare a salvare il randagio, uno dei tanti invisibili senza padrone che popolano la frazione.

La segnalazione all’Associazione arriva troppo tardi: quando i volontari arrivano sul luogo il cane è già morto, e la carcassa – che non è stata peraltro rimossa da parte dell’ASP – è già in stato di decomposizione.

I volontari provano a ricostruire l’accaduto attraverso le parole di chi, dalle nove di mattina del giorno corrente, ha provato a contattare tutti gli enti preposti ad intervenire (Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Guardie Zoofile, ENPA, LIPU), senza ricevere alcun tipo di aiuto, ma solo risposte quali “non è di mia competenza”, “per noi il cane può morire..”, “non abbiamo unità di personale sufficiente per intervenire…”, oltre a varie segreterie telefoniche che sono scattate per l’intero giorno.

Il cittadino ha informato i volontari che l’unico a giungere sul posto è stato un medico veterinario dell’ASP, il quale, dopo aver proceduto alla lettura del microchip per appurare se il cane fosse di proprietà (e in quella circostanza probabilmente non era alquanto rilevante…), si è limitato a constatare che non aveva mezzi a disposizione per poter intervenire e quindi provare a mettere in salvo il cane, agonizzante ma ancora vivo.

Indignati per l’ennesimo episodio di crudeltà e indifferenza nei confronti di chi un padrone non ha, disgustati dalla truculenta visione di quel povero animale deceduto sotto un sole cocente dalle 11.30 del mattino, Dacci una Zampa denuncia ancora una volta non solo il mancato intervento da parte di chi per legge è obbligato ad intervenire, ma anche la possibilità che in quella frazione possa scatenarsi una vera e propria emergenza igienico-sanitaria.

Da sottolineare, infine, che le associazioni animaliste attive sul territorio reggino non possono da sole sopperire a tutte le numerose richieste d’aiuto e di emergenze quotidiane. Ma questo triste episodio di morte denuncia oltre l’indifferenza che permea la citta di Reggio Calabria nei confronti del mondo animale: in una strada popolata di case, dove qualsiasi bambino ha accesso per poter giocare all’aria aperta in un giorno di sole, dove gli anziani del paese sono rimasti sconvolti e impotenti nel vedere quella povera bestiola ansimante in cerca di aiuto, i volontari dell’associazione si chiedono come tutto questo possa restare in silenzio….e come cancellare dalla mente l’immagine di chi per ore ha sperato e guardato negli occhi quell’ essere umano a cui ha affidato la sua vita.

È noto che attualmente Reggio Calabria si trova in uno stato di continua emergenza in tutti i settori, ma salvare una vita non ha valore? Perché le istituzioni investite da tali compiti e responsabilità non sono intervenute anche solo per provare a sottrare quel cane da una morte atroce? PERCHE’ E’ SOLO UN CANE??

I volontari dell’Associazione Dacci una Zampa Onlus  

Abbiamo voluto pubblicare integralmente la denuncia, rilasciata su Facebook dall’Associazione “Dacci Una Zampa Onlus“, per dare voce a chi, da tempo, combatte contro la barbarie che nel mondo, ma più in particolare nelle nostre terre continua, a trattare gli animali  come “bestie”, quando la vera bestialità si nasconde, ma non troppo, nell’essere umano.

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali“, sosteneva il Mahatma Gandhi e questo episodio dimostra come le persone normali spesso nascondono, al loro interno, una potenzialità immane che ci avvicina tutti e ci rende solidali.

La vicenda dimostra ancora una volta la lontananza delle istituzioni, anche di quelle preposte a scopi precisi, rispetto al sentire comune dei cittadini, pronti a salvare anche un “randagio” e scandalizzati da frasi pilatesce “non è di nostra competenza” o da espressioni barbare come “per noi il cane può anche morire” , frasi che la morale civile e laica dovrebbe condannare senza se e ma.

“Amo gli animali e odio le bestie” sosteneva Einstein e questo terribile episodio dimostra, ancora una volta, come  certe istituzioni possono dimostrarsi bestiali

Antonio Giuseppe D’Agostino

Fonte:
http://www.cittametropolitana.it/area-news/31788-reggio-lasciato-morire-perch-randagio-la-denuncia-di-dacci-una-zampa/#.T92yTXDkrsA.facebook

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