Archivi categoria: Fatti e Pareri

Scelta etica, non solo per la salute

11148394_10206354692044662_3578701413793419586_n
Di Lorenzo Lombardi:
ECCO IL MIO ARTICOLO SU LA NUOVA ECOLOGIA DOPO I DATI OMS su legame tra carne e tumore. Siamo in ottima forma, ma SIAMO VEGANI PER SCELTA ETICA NON PER SALUTE. Un piccolo passaggio del mio intervento
“prima o poi, come per le sigarette, anche su hamburger e simili troveremo scritto -provoca il cancro-… ma noi vorremmo vedere anche la scritta -PROVOCA LA MORTE E LA SOFFERENZA DI UN ANIMALE INDIFESO.  GO VEGAN

L’Oms ha ufficialmente inserito la carne rossa, specialmente quella trattata, come sostanza cangerogena. Wurstel, carni salate o affumicate come prosciutti, speck, carni in scatola, carni alla brace sono state infatti inserite nella tabella 1, ovvero quelle delle sostanze cangerogene senza se e senza ma, in compagnia di sigarette, benzene, amianto ed arsenico….

Ma non basta: anche le carni rosse non lavorate (manzo, maiale, pecora, agnello, cavallo e capra) sono state inserite tra le sostanze “probabilmente cancerogene” ovvero nella tabella 2: chi troviamo in questa tabella? Glisofato, diserbanti e pesticidi vari.

Nello studio, che potete trovare per intero su “The Lancet Oncology“, si evidenzia tra l’altro che anche minime quantità di carne creino un rischio per la salute, bastano infatti “cinquanta grammi al giorno di carni trasformate per far crescere il rischio del 18% di tumori” in primis al colon, prostata e pancreas.

Per ogni vegano, che per anni si è subito “angherie” a tavola con le classiche domande “dove prendi le proteine ?” o il ferro o ancora di più la mitica B12 , è arrivato il momento della riscossa! Di fatto l’OMS ha ufficializzato, sulla base di migliaia di studi qualcosa che non è certo una novità: il professor Veronesi, oncologo, da anni sostiene il legame tra carne e tumore e promuove in italia una dieta senza carne, il professor Ph. D. Colin Campbell, autore del best seller “The China Study” uscito nel 2005, sostiene che la scelta vegan è la scelta migliore per la salute umana. Lo stesso ex presidente Clinton, dopo aver rischiato la vita per un infarto e subito un quadruplice intervento di bypass è diventato vegano, proprio sotto le cure di Campbell. E pensare che era un arduo sostenitore dell’hamburger. Potremmo citare altre decine se non centinaia di studi e di importanti medici che sostengono che abbandonare carne pesce e derivati animali sia la via migliore per una vita sana . Ora stiamo già assistendo al tentativo delle lobby della carne e dei fast food di minimizzare e camuffare la notizia, ma certo non potranno dire che ora anche l’organizzazione mondiale della sanità sia diventata un covo di vegani !

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che la scelta vegan è in primo luogo una scelta etica. La parola stessa nasce come nel 1944 come neologismo creato da Donald Watson fondatore appunto della Vegan Society di Londra. Ed il vegano è colui che per etica ed empatia verso la vita, umana ed animale, decide chiaramente di non cibarsene. Ma non solo. Decide anche di non vestire con tessuti che comportino la sofferenza, morte o sfruttamento di animali. Decide di boicottare e protestare contro la vivisezione che già nel 1979 fu denunciata nel libro Imperatrice Nuda di Hans Ruesh come pratica crudele, inumana, antiscientifica. Si oppone allo sfruttamento dei circhi negli animali o nei delfinari e sostiene invece i veri artisti circensi, quelli che con sudore e passione creano uno spettacolo con la grazia e l’eleganza dei propri corpi. Si oppone alla caccia e pensa che l’unica caccia da fare nei boschi sia quella ai mirtilli o alle more o al massimo a qualche animale… Ma solo per fotografarlo.

La scelta Vegan non si ferma al mondo animale. Sottende al concetto di antispecismo, al combattere ogni discriminazione di sesso, razza e di specie. Significa essere antirazzisti ed antisessisti. Significa lottare contro l’omofobia, contro la violenza sulla donne e per un modello economico che non si basi sullo sfruttamento degli animali, dell’ambiente e delle persone. La scelta vegan riconcilia con i fratelli e le sorelle umani ed animali e con Madre Terra. “Con fratello sole e sorella luna” per citare quel meraviglioso canto di San Francesco che amava a tal punto gli animali (e chiaramente non li mangiava!) da diventarne il santo protettore.

Siamo sicuri che le lobby delle carne, le grandi multinazionali dei fast food staranno già organizzando campagne pubblicitarie per distogliere l’attenzione dai dati dell’Oms, magari regalando insieme al panino con la carne tumorale l’ennesimo pupazzetto, un po’ come hanno fatto le lobby del tabacco con le sigarette realizzando cartelloni con medici che fumavano oppure uomini che fumavano circondati da splendide donne ed auto di lusso. Oggi sui pacchetti di sigarette c’è scritto che il fumo provoca il cancro e pensiamo che succederà lo stesso anche con gli hamburger, wurstel e company.

Ma noi vorremmo vedere anche la scritta provoca la morte e la sofferenza di un animale indifeso che voleva vivere come ogni essere su questa terra. Un giorno ci arriveremo.

Lorenzo Lombardi

Fonte:
http://lanuovaecologia.it/44954-2/

COSA SIGNIFICA ESSERE VEGAN

risotto con le zucchine

COSA SIGNIFICA ESSERE VEGAN
di Franco Libero Manco

Il sistema di vita vegan è destinato a tutti ma non è per tutti: è per gente volitiva, dotata di auto discernimento, capace di anteporre il rispetto dell’”altro” ai piaceri personali e superare arcaiche concezioni; è per gente evoluta nella coscienza, lungimirante nelle aspettative, avveduta nei propositi, responsabile verso se stessi e il suo contesto sociale, sensibile alla sofferenza degli uomini come degli animali, aperta all’innovazione dello spirito umano.
Nel sistema vegan gli antichi precetti “Non ammazzare”, “Non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto e “Ama il prossimo tuo come te stesso”, si ampliano fino ad includere ogni essere senziente. Le nostre motivazioni non sono emotive; non ci interessiamo di tutela della natura per un tornaconto ecologico: è la speranza del mondo a venire che ci porta ad essere vegan; è la volontà di non essere complici dello sfruttamento, della tirannia e del massacro giornaliero di milioni di animali.
Essere vegan non è una scelta di comodo, non è una dieta alimentare, non è una moda, non è mero interesse personale per conservare o recuperare la salute: il benessere che ne consegue è la conseguenza della nostra scelta giusta, armonica e positiva.
La persona vegan ha una visione più ampia della vita, una maggiore sensibilità, un’etica più vasta e profonda perché estende la sua compassione dall’uomo a tutte le creature: è apertura all’amore e al rispetto della vita in tutte le sue manifestazioni; la sua dimensione spirituale supera ogni schematismo religioso e si apre sfericamente ad ogni dottrina che considera come a tessere dello stesso grande mosaico della Vita.
Essere vegan non è un punto di partenza ma di arrivo della coscienza umana protesa verso il bene collettivo: è una nuova visione della Vita: è l’anello mancante tra l’uomo arcaico e l’uomo universalista. E’ la scienza del cuore; è la cultura della ragione critica positiva della vera conoscenza che valorizza e integra le differenze formali e sostanziali dello scenario naturale; è la visione che supera ogni parzialismo e integra in modo armonico ogni dottrina, ogni religione e filosofia che per sua essenza è al servizio del Bene e della Vita: è il seme gettato dai Grandi della terra che in noi trova terreno fertile e germoglia: è la logica evoluzione dell’umanità in cammino verso la pace tra gli uomini e la creazione; è la sola realtà possibile per un’umanità sempre più numerosa; è la volontà di superare la visione antropocentrica e incarnare la vitale dimensione del Biocentrismo; è la consapevolezza di poter essere artefici del proprio bene fisico, mentale e spirituale.
Qualunque filosofia, dottrina, religione che non contempli un traguardo vegan è destinata inevitabilmente e perennemente a fallire, perché sintomatologica, cioè incapace di neutralizzare le cause dei grandi problemi umani.
Essere vegan non è solo uno stile di vita: è la soluzione dei problemi. Nei nostri ideali c’è il germe di un’umanità migliore attraverso una nuova cultura critica e costruttiva ed una nuova coscienza umana più giusta e solidale: strumenti imprescindibili per superare i grandi problemi che da sempre attanagliano il genere umano: l’ignoranza e la mancanza di compassione da cui derivano tutte le ingiustizie e tutte le sofferenze umane.
La nostra filosofia di vita nella sua essenza è causale, cioè mira ad intervenire sulle cause che determinano i problemi non sugli effetti, che tutti risiedono non nei sistemi ma all’interno dell’uomo, nella sua coscienza e nella sua mente: il sistema vegan non mira a modificare i sistemi, ma a rigenerare l’uomo che li fa e li gestisce.
I grandi problemi (la violenza in tutte le sue manifestazioni, le malattie, la povertà e ora l’inquinamento in tutte le sue implicazioni) attribuibili alla mancanza di sensibilità umana e del senso critico, trovano risoluzione nella bioscienza e nell’etica universale del veganesimo.
L’ignoranza, dalla quale derivano paura, sottomissione, mancanza di autodeterminazione e di senso critico (piedistallo di ogni tirannia), raggiro, incapacità di analisi sulle cause dei problemi, propensione a delegare altri a tutelare i propri diritti e i propri interessi, malattie, sofferenza, violenza, guerra, è per noi superabile attraverso l’impegno personale verso la vera conoscenza nella volontà di non delegare altri il proprio bene fisico, mentale, emozionale e spirituale.
La violenza, in tutte le sue manifestazioni ed effetti. è superabile attraverso l’educazione delle masse al rifiuto del predominio in senso lato, la valorizzazione ed il rispetto del “piccolo”, del diverso fisicamente, attraverso l’empatia, la condivisione, l’amore per ogni essere vivente che interagisce con l’umano: il rifiuto di sfruttare, assoggettare, mangiare la carne di un animale per non nuocere ad un essere diverso della nostra specie non può mai indurre l’uomo a nuocere al proprio simile.
Dalla mancanza di compassione deriva l’atrofizzazione dell’animo umano che lo rende incapace di condividere le esigenze vitali dell’altro e lo inclina ad ogni ingiustizia e delitto. La dimensione vegan, attenta al bene di ogni creatura non può che essere aperta al bene integrale anche dell’uomo. Nella valorizzazione del “piccolo” sta il segreto della rigenerazione umana. Il bambino educato a rispettare il filo d’erba non può non rispettare l’albero. Educato a rispettare la sardina non può non rispettare la balena. Educato a rispettare l’insetto non può non rispettare l’aquila. Educato a rispettare il soldato semplice non può non rispettare il generale.
La malattia, con tutte le sue conseguenze di sofferenza e dispendio di risorse fisiche ed economiche, è superabile attraverso la giusta alimentazione vegan stabilita per noi umani da madre natura: l’eccellente salute dei vegani conferma questo postulato.
L’inquinamento: l’industria della carne produce più inquinamento di ogni altro settore produttivo: il sistema vegan è la componente fondamentale per disinquinare la terra.
Nel sistema vegan ogni popolo ed ogni essere vivente è per noi membra del nostro stesso organismo; la povertà, le malattie e la fame nel mondo, come conseguenza dell’ingiusta gestione delle risorse naturali, trovano soluzione nel sostegno dei meccanismi improntati alla valorizzazione delle biodiversità geografiche.
La persona vegan è il prototipo della nuova umanità, per questo chiunque si identifichi in tale scienza di vita ha il dovere di essere di esempio in ogni circostanza ed in ogni proposito.

Fonte:
https://www.facebook.com/francolibero.manco/posts/1259093660786491

Bambino denutrito, Pinelli: “Scelta vegana è sicura”

pinelli

C’è una storia che in queste ore si trova su tutti i quotidiani e i siti di informazione. Riguarda un bambino di undici mesi, ricoverato nell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze per una grave forma di carenza nutrizionale.

I genitori del bambino sono vegani: sono loro, secondo l’accusa, ad aver causato la denutrizione del bimbo, reso anch’egli, di fatto, vegano. L’indice è puntato contro il regime alimentare seguito dalla mamma e dal papà, che esclude totalmente alimenti di origine animale.

Prima di tutto, riepiloghiamo i fatti in base a quanto raccontato dai giornali di oggi: all’inizio di questa settimana il neonato stava molto male, i genitori lo hanno portato presso l’ospedale di Pisa (loro sono di un piccolo paese nella provincia toscana), dove le analisi hanno subito rivelato che l’organismo del bimbo era debilitato dalla mancanza di alcune sostanze nutritive. Da qui si è reso necessario il trasferimento presso il centro d’eccellenza nel capoluogo di regione, dove il caso è scoppiato. Il papà e la mamma sono finiti sul registro degli indagati con l’accusa di aver causato malnutrizione al figlio. La Procura, grazie ad alcuni consulenti nominati appositamente per seguire questo caso, deve capire se la denutrizione del minore possa dipendere in qualche modo dall’alimentazione scelta dai genitori per sé e per il piccolo. Bisogna anche capire, ovviamente, se il bambino è stato mai seguito da un pediatra e se è avvenuto lo svezzamento.

Leggi anche: bambini vegani e vegetariani, parla il dottor Pinelli
http://www.vegolosi.it/news/bambini-vegetariani-e-vegani-il-prof-leonardo-pinelli-risponde/

Ancora una volta, quindi, il veganismo finisce sul banco degli imputati. Il caso di Pisa è probabilmente ancora lontano dall’essere chiarito, come sempre, ma il suo essere tra le notizie del giorno ci porta a parlarne. Leonardo Pinelli, pediatra vegano molto noto, ha commentato con un post sul proprio profilo Facebook la vicenda. Definisce la notizia «sconcertante», poi aggiunge:«L’alimentazione vegetariana, anche vegana, è ritenuta dalla comunità scientifica (Accademia Americana di Nutrizione e Accademia Americana di Pediatria) sicura, se ben pianificata, in tutte le fasi della vita dell’uomo: gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, adulto e addirittura atleta. Il problema è che in Italia, come in altre nazioni, le Facoltà di Medicina, non prevedono un esame di dietetica e nutrizione, quando il 90% delle malattie gravi dipende da errori nutrizionali».

Quindi, prosegue Pinelli, «i medici, anche pediatri, in presenza di una famiglia vegana, che richiede un divezzamento vegano, lo sconsigliano fortemente, perché ritenuto rischioso, creando inutili allarmismi». Secondo lui, invece, «i bambini divezzati con una alimentazione vegana ben pianificata da pediatri esperti, crescono in modo ideale (stessa altezza e minor massa grassa degli onnivori) e soprattutto con difese immunitarie molto più sviluppate, in quanto il 75% degli anticorpi viene prodotto da batteri probiotici nell’intestino, che crescono e si mantengono in un ambiente a loro favorevole: presenza di fibra e assenza di proteine animali acidificanti».

Leggi anche: svezzamento vegano, ecco come fare
http://www.vegolosi.it/libri/svezzamento-vegano-come-fare/

Il dottor Pinelli conclude: “Per fortuna che in alcune Regioni i pediatri hanno chiesto alle rispettive ASL corsi di formazione, sul divezzamento vegetariano-vegano, perché consapevoli del numero crescente delle richieste da parte dei genitori e della loro inadeguatezza in questo ambito”.

Domenico D’Alessandro

Fonte:
http://www.vegolosi.it/news/bambino-denutrito-pinelli-dieta-veg-e-sicura/

Bambini vegani, genitori coscienziosi

allattamento

Giovedì 2 luglio 2015, scoppia il caso di un bambino portato in ospedale dai genitori e sulle pagine di un quotidiano si legge: “Bambino denutrito, choc al Meyer. Indagine su ipotesi di dieta vegana“. Sottotitolo: “I genitori sono osservanti. Il caso segnalato subito in procura“.

Oggi il caso è diventato nazionale e tutti hanno qualcosa da dire in merito.
Per fortuna, fra i tanti, ci sono i pareri autorevoli anche del Prof. Luciano Pinelli e del Prof. Umberto Veronesi.

Non vogliamo entrare nel merito della storia personale di questa famiglia, che non conosciamo e non possiamo giudicare.
Auguriamo loro che tutto si risolva al più presto per il meglio e già oggi i telegiornali hanno detto che il piccolo è fuori pericolo.

Naturalmente ogni bambino andrà seguito nella sua crescita con il sostegno del pediatra di famiglia, come avviene per qualsiasi bambino.

Qualsiasi persona, donna, uomo, bambino e anziano, se non segue una dieta adeguata alle proprie esigenze metaboliche è soggetta a complicanze del proprio stato di salute.

Le persone che scelgono, per etica, una alimentazione “cruelty-free” non sono fanatici religiosi, né un gruppo di terroristi, né crociati, né integralisti, né soldati. Anzi. Scelgono di non causare dolore per nutrirsi e, generalmente più di altri, si informano e approfondiscono i temi di una corretta alimentazione.
Inoltre, le cifre interessanti sui problemi reali di denutrizione e malnutrizione sono facilmente reperibili:

ogni giorno muoiono di fame 30.000 bambini anche per problematiche legate al pessimo uso delle risorse alimentari da parte del super nutrito mondo più ricco e onnivoro;
almeno 20 milioni di bambini con meno di 5 anni sono sovrappeso (dati OMS) e spesso affetti da patologie legate a una cattiva alimentazione quasi sempre onnivora;
sul sito dell’Istituto Superiore della Sanità – in riferimento al 2014 – si legge che i bambini in sovrappeso sono circa il 21% (quasi uno su quattro) e quelli obesi il 9,8%.
Accade anche in Italia, ma nessuno lo scrive. Ci ricorderemo però di un caso isolato, di grande impatto sull’opinione pubblica.

Quello che può essere utile e che chiediamo ai media è un approfondimento sulla corretta alimentazione “vegan”, visto il crescente numero dei vegani (con figli).

Chiediamo ambulatori e pediatri informati, come nel caso dell’ambulatorio pubblico di nutrizione vegetariana e vegana, della ULSS di Verona, diretto dal Prof Leonardo Pinelli.

Chiediamo che le mense scolastiche si adeguino consultando esperti come ad esempio la biologa nutrizionista Roberta Bartocci (www.vegcoach.it).

Ai genitori vegani (e non solo) segnaliamo due siti di approfondimento: www.genitoriveg.com e www.scienzavegetariana.it

Progetto Vivere Vegan Onlus
http://www.viverevegan.org/web/bambini-vegani-genitori-coscienziosi/

Lettera ad un onnivoro (qualsiasi) coscienzioso

10660340_10152716674091484_7498672981799803592_n

Mio caro amico,
Io ho fatto una scelta di vita (e per la vita), diventando vegan. L’ho fatta perché eticamente non è accettabile per me vivere della morte altrui. L’ho fatta perché per me non è accettabile continuare a consumare risorse non rinnovabili per capricci di gola. L’ho fatto perché, per quello che compete a me personalmente, non voglio contribuire a distruggere questo pianeta meraviglioso.
L’ho fatto perché mi sono informato: ho guardato documentari, letto libri, fatto ricerche su internet cercando fonti ufficiali, attendibili ed autorevoli.

Tu hai una preparazione superficiale sui danni e sulle conseguenze etiche ed ambientali che produci a causa del tuo stile di vita non sostenibile. Perché al massimo hai sentito distrattamente un servizio che parla della deforestazione in Amazzonia per far posto alle coltivazioni (quali? non lo sai…ma supponi che sia soia per produrre tofu per i vegani) o hai letto un trafiletto sul tuo quotidiano preferito che parla degli allevamenti intensivi.

Pensi che comprare qualche verdura biologica, avere l’auto a metano, fare vacanze eco- sostenibili, chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ti lavi i denti sia sufficiente per metterti a posto la coscienza?

Non voglio disilluderti né insultarti, ma sai davvero poco al riguardo. Come faccio a sapere che tu NON sei preparato su queste tematiche? lo capisco da quello che scrivi quando commenti i miei post. Lo capisco perché chiunque al mondo con un minimo di intelligenza e dopo aver approfondito alcune tematiche, non rimarrebbe onnivoro, specie se ha figli. Se sei intelligente e sei preparato, ma non hai la forza di cambiare le tue abitudini, almeno abbi il buon senso di non commentare in modo superficiale i miei post.

Riporto alcuni dati:
– l’80% del disboscamento della foresta amazzonica è causato dall’allevamento intensivo (serve come pascolo e come terreno agricolo per coltivare cereali, mais, soia per nutrire gli animali)
– Le terre agricole nel mondo sono utilizzate così: 8% ALIMENTI x CONSUMO UMANO, 22% ALTRO, 70% PER ALLEVAMENTO INTENSIVO E PRODUZIONE DEL MANGIME PER ANIMALI MOLTI DEI QUALI OGM
– il 20% della popolazione mondiale (occidentale) consuma l’80% delle risorse.
– ogni anno 13 MILIONI DI ETTARI DI FORESTA AMAZZONICA VENGONO DISTRUTTI
– 3/4 dei fondali di pesca sono esauriti o sono molto vicini ad esserlo
– 1 Miliardo di persone soffre la fame
– il 40% dei terreni agricoli coltivabili ha già subito gravi danni a lungo termine

ora parliamo un po’ dell’acqua:
– 5000 Persone al giorno muoiono a causa dell’acqua sporca
– 1 Miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile
– Solo il 2,5% dell’acqua presente al mondo è acqua dolce
– solo lo 0,1% è accessibile direttamente all’uomo (il 2,4% dell’acqua dolce è in forma di ghiaccio o neve)
ora parliamo di come utilizziamo questo 0,1%:
– ognuno di noi ne consuma 137 litri al giorno (per cucinare, lavare vestiti-auto-casa, per pulizia personale)
– ognuno di noi ne consuma 167 litri al giorno per produrre industrialmente carta-vestiti-cotone
– ognuno di noi ne consuma 3496 litri al giorno per produrre il cibo che mangiamo
3496 LITRI AL GIORNO IO???????????? E’ IMPOSSIBILE.

Vuoi sapere da dove vengono fuori 3496 litri al giorno? Adesso te lo spiego.

Una mucca da carne vive 3 anni e a fine della vita fornirà circa 200 Kg di carne. In 3 anni una mucca mangia 1300 Kg. di mangime e 7200 Kg. di fibre vegetali. Per produrre questi mangimi e questo foraggio sono necessari 3.060.000 litri di acqua (si, hai letto bene, tremilioniesessantamila litri di acqua dolce e potabile), poi beve 24.000 litri di acqua dolce potabile, poi per lavarla e macellarla servono altri 7000 litri di acqua dolce e potabile.
In totale fanno 3.091.000 litri di acqua per ogni mucca che produrrà circa 200 Kg. di carne. Sono 15.400 litri per OGNI KG. DI CARNE.

Ora, caro il mio amico coscienzioso, ogni onnivoro occidentale consuma circa 80 Kg di carne all’anno (poi in più pesce, formaggi, latte, uova che anche loro consumano acqua e risorse vegetali per essere prodotte)

Vuoi che faccia i conti in modo che ti renda conto perché mi viene da ridere quando sento che combatti per fare la doccia breve o quando dai addosso al vip per l’Ice Bucket Challenge?

Quindi evita di dirmi che consumo risorse vegetali e che faccio loro del male raccogliendole. Evita di dirmi che inquino come e più di te.
Informati meglio. Chiedimi qualche titolo di libro se sei interessato, guardati qualche documentario (posso darti i links se me li chiedi).
Se vuoi chiudere occhi e tapparti le orecchie lo puoi fare. Ma almeno evita di sproloquiare contro chi, a differenza di te, sta cercando di fare qualcosa.

Consiglio questi tre video:

HOME (sottotitolato in italiano)
http://youtu.be/I1fQ-3-CEFg

MEAT THE TRUTH (in italiano)
http://youtu.be/dURtZEe5AII

L’Acqua invisibile di Angela Morelli
http://youtu.be/KqIQkO-66tA

e questo libro:
ECOCIDIO di Jeremy Rifkin

poi ne riparliamo, eh?
con affetto,
Gianluca Calcagnile

Fonte:
https://www.facebook.com/notes/gianluca-calcagnile/lettera-ad-un-onnivoro-qualsiasi-coscienzioso/10152674810879454

Sclerosi multipla e alimentazione

10172863_10203926975112193_991844816358426667_n
di Stefano Momentè

Un interessante intervento di John McDougall, celebre medico statunitense, mi riporta ad un argomento particolarmente caro: la correlazione tra cibo e malattie degenerative.

McDougall ne scrive su Vegetarian Times, ma è chiaro che pubblica lì solo perché nessun giornale di regime avrebbe accettato un simile articolo.
Il tema specifico è la Sclerosi Multipla. McDougall denuncia che la maggior parte dei professionisti della salute respinge l’idea del collegamento tra Sclerosi Multipla e dieta. «Tuttavia – dice il medico – quando chiedo a medici e nutrizionisti di dimostrare che la dieta non ha nulla a che fare con la causa o la cura della Sclerosi Multipla nessuno riesce a rispondermi. Devo ancora vedere uno studio che provi che la dieta non aiuta le vittime di questa malattia. In realtà tutte le prove scientifiche esistenti indicano la dieta come l’approccio più utile».
La Sclerosi Multipla è la malattia degenerativa infiammatoria più comune negli Stati Uniti. Si stima che colpisca circa tre milioni di persone nel mondo, mezzo milione in Europa e tra le 50.000 e le 58.000 in Italia; la regione italiana più colpita è la Sardegna.

La Sclerosi Multipla colpisce le cellule nervose rendendo difficoltosa la comunicazione tra cervello e midollo spinale. Le cellule nervose trasmettono i segnali elettrici, definiti potenziale d’azione, attraverso lunghe fibre chiamate assoni, i quali sono ricoperti da una sostanza isolante, la guaina mielinica. Nella malattia, le difese immunitarie del paziente attaccano e danneggiano questa guaina. Quando ciò accade, gli assoni non sono più in grado di trasmettere efficacemente i segnali.

Comune in Canada, negli Stati Uniti e nel Nord Europa, la Sclerosi Multipla è rara in Africa e in Asia. Quando le persone migrano da un paese a bassa incidenza di questa malattia (cambiando inevitabilmente il loro modo di vivere e mangiare), il rischio di contrarla aumenta. Molti studi hanno indagato i fattori ambientali che potrebbero spiegare la differenza nell’insorgenza della malattia tra le varie popolazioni. Quello principale sembra essere il contatto più forte che abbiamo con il nostro ambiente: il cibo.

Anche se i Paesi ricchi hanno generalmente tassi più alti di Sclerosi Multipla e i Paesi meno ricchi hanno quelli più bassi, vi è una sola eccezione: il Giappone. Un paese industrializzato moderno, con tutto lo stress, l’inquinamento, e le abitudini al fumo comuni alle altre Nazioni industrializzate, ma con una dieta a base di riso caratteristica di quelle più povere, in cui la malattia è meno comune.
Il caso giapponese, secondo McDougall, fornisce una forte evidenza che una dieta ricca di alimenti di origine animale potrebbe gettare le basi per l’insorgere della Sclerosi Multipla.

Sono i grassi animali, specialmente quelli provenienti dai prodotti lattiero-caseari, ad essere indicati come strettamente legati allo sviluppo della Sclerosi Multipla. Studiosi individuano il colpevole nel latte vaccino dato ai bambini, che porrebbe le basi per future lesioni del sistema nervoso. Il latte vaccino ha solo un quinto dell’acido linoleico contenuto nel latte umano. L’acido linoleico costruisce i tessuti nervosi. L’ipotesi è che i bambini cresciuti con una dieta ad alto contenuto di grassi animali carenti di acido linoleico (come la maggior parte dei bambini oggi) possano sviluppare un sistema nervoso più debole, suscettibile a problemi man mano che invecchiano. Analisi dei tessuti cerebrali hanno dimostrato, infatti, che le persone con Sclerosi Multipla hanno un alto contenuto di grassi saturi nel loro cervello rispetto alle persone sane.

McDougall cita inoltre Roy Swank, ex capo del dipartimento di neurologia dell’Università dell’Oregon e ora ricercatore all’Oregon Health Sciences University. Swank ha trattato per 35 anni migliaia di pazienti affetti dalla malattia con una dieta a basso tenore di grassi, osservando che miglioravano.
I risultati di Swank sono stati molto contestati. Invece di valutare gli effetti positivi del suo trattamento e sostenere la validità di una dieta vegetariana a basso contenuto di grassi per i pazienti affetti da Sclerosi Multipla, molti medici hanno preferito ignorarlo. «Quando chiesi a Swank perchè i suoi studi siano stati ignorati dalla ricerca – racconta McDougall – mi disse: John, io e il mio laboratorio siamo niente. I loro fondi di ricerca non sono per noi, quindi come potrebbe essere importante quel che faccio?»

Questi i tre principali risultati emersi dalla ricerca di Swank:

1.Quanto prima un malato di Sclerosi Multipla adottava una dieta a basso contenuto di grassi, maggiori erano le possibilità di evitare il peggiorare della malattia.
2. I pazienti che portavano l’assunzione di grassi saturi a meno di 20 grammi al giorno rallentavano il progredire della malattia (la maggior parte degli americani mangia 125 grammi o più al giorno).
3. Tra i pazienti con un’assunzione di grassi saturi di 17 grammi o meno al giorno, il tasso di mortalità nel corso di un periodo di 35 anni era del 31 %. Scendeva invece al 21 % per i pazienti che iniziavano la dieta con lo stesso tenore di grassi entro tre anni dalla diagnosi della malattia. Infine, i pazienti che consumavano più di 25 grammi di grassi saturi al giorni avevano un tasso di mortalità del 79 % nel periodo allo studio; quasi la metà di queste morti erano a causa della Sclerosi Multipla.

Stefano Momentè
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10203926975112193&set=a.10203746290995203.1073741839.1156296344&type=1&theater

Il film dell’Eroe Biblico NOAH in chiave VEGAN

noah

Di Sbarellababyanimals.com 

Dal 10 Aprile 2014 è uscito nelle sale cinematografiche italiane il film “NOAH” , diretto da Aronofsky.

E’ Russell Crowe a vestire i panni dell’Eroe Biblico.
Nel cast, anche Jennifer Connelly ed Emma Watson.

Proprio ieri sera sono stata al cinema a vederlo.
E ne sono rimasta affascinata. Pertanto sono qui a farvi la mia personale recensione.

Sicuramente la versione di Aronofsky è unica nel suo genere.
Il regista, vegano convinto, con questo film ha voluto lanciare un chiaro messaggio al pubblico che lo vedrà sul grande schermo.

Secondo Arojnofsky ” Noah è il primo Eroe Vegano in assoluto della Bibbia. Se fosse stato onnivoro, degli animali sull’Arca ne sarebbero rimasti la metà o addirittura nessuno”.

Il film è pieno di lezioni morali e di accuse sulla corruzione del genere umano.

Ecco i punti più interessanti con relativa ammonizione:

- RISPETTO PER LA NATURA.
Uno dei figli di Noah raccoglie un fiore dal prato. Noah si avvicina e gli chiede come mai lo abbia strappato.
Il bambino risponde che lo ha raccolto perché è bello.
“I fiori sono attaccati alla terra e il vento porta lontano i loro semi affinché si depositino altrove e crescano altre piante per poi sbocciare di nuovo”.
Il figlio sorride per la nuova scoperta.
“Noi raccogliamo solo ciò di cui abbiamo bisogno” conclude Noah.

- GIUSTIZIA PER L’UCCISIONE DEGLI ANIMALI.
La visione di un animale ferito in fuga spaventa i figli di Noah ed egli intuisce che gli “uomini” stanno arrivando.
Noah corre verso l’animale ferito e cerca di rassicurarlo sulle sue buone intenzioni.
L’animale si sdraia a terra e muore sotto le sue carezze. Giungono poi gli uomini che rivendicano il diritto di mangiare la propria preda.
“Non mangiamo carne da settimane” dice uno degli uomini armati, prima di scagliarsi contro Noah.
Inizia lo scontro tra gli uomini e Noah, e quest’ultimo ne esce vincitore.
“Cosa vuoi da me?” chiede l’ultimo uomo rimasto in vita prima di essere finito.
“Giustizia”, risponde Noah.
L’animale viene poi portato via e il suo corpo bruciato, da rituale.

- ALIENAZIONE DALLA PRATICA DEL MANGIARE CARNE
Il più piccolo dei figli di Noah chiede come mai gli umani abbiano ucciso l’animale, a quale scopo.
“Se li mangiano” risponde il più grande, con aria di disprezzo.

- LA TRAGICA REALTA’ DELL’UOMO SCHIAVO DELLA SUA VIOLENZA
Quando la carne scarseggia gli uomini iniziano talmente a bramare un pezzo di carne da arrivare al punto di vendere i propri simili in cambio di un brandello di muscolo.
Una delle scene più forti è sicuramente una ragazza che viene trascinata via e scambiata per un animale, che viene poi lanciato sulla folla di umani assatanati che lo dilaniano in mille pezzi.

- NESSUNA PIETA’ PER CHI UCCIDE.
“Nel nuovo mondo non c’è spazio per la malvagità” dice Noah.
Gli uomini sulla terra muoiono tutti affogati nelle acque e sbattuti sulle rocce.

- GLI ANIMALI VISTI COME ESSERI DA TUTELARE.
” Per chi costruiamo l’Arca, padre?” chiede uno dei figli a Noah.
“Per gli Innocenti, gli Animali. Essi sono vittime della cattiveria dell’uomo, e noi siamo qui per difenderli e proteggerli.
Nel nuovo Mondo stavolta esisteranno solo loro, noi no. E’ la nostra punizione” risponde lui.

Noah è dunque un film da vedere assolutamente.
Dalle prime scene lo spettatore si sente subito appartenente alla famiglia dell’eroe oppure dalla parte degli umani.
Sicuramente il film rimarrà un po’ indigesto a chi ancora nel 2014 mangia carne.
Gli ammonimenti sono duri e il messaggio che viene mandato è chiaro e deciso:
chi uccide gli animali non verrà perdonato e non verrà risparmiato.

Anche dal punto di vista di tecnologie usate, Noah è un film innovativo: nessuno degli animali mostrati nel film è vero.
Sono tutti perfettamente digitalizzati, incluse le neonate nipoti dell’Eroe.

Quindi, vi consiglio di andare al cinema a vederlo.
Che sia uno spunto di riflessione per tutti coloro che nel piatto servono in tavola animali uccisi.
Che sia uno spunto per tutti gli altri registi sull’alternativa di usare animali digitalizzati al posto di quelli veri.

Che sia di supporto morale a tutti i vegani della Terra: il Veganismo sta mettendo robustissime radici e presto le sorti degli animali non saranno più le stesse.

Fonte:
http://sbarellababyanimals.com/2014/04/17/noah-al-cinema-il-film-in-chiave-vegan-delleroe-biblico/