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LE IENE: Alimentazione Vegan come cura al Tumore

Mercoledì 26 Marzo 2014, è andato in onda nel programma televisivo “Le Iene” un servizio riguardante l’alimentazione e il tumore.

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Dopo l’intervista della Iena Matteo Viviani ad Antonio, un uomo ammalato di cancro al cervello e successivamente guarito grazie all’alimentazione vegan, il caso ha scatenato una bufera mediatica.
La dottoressa Michela de Petris , Medico Chirurgo specializzato in Nutrizione Oncologica che ha seguito il caso del paziente guarito, è nel frattempo stata licenziata in tronco.
Licenziata per aver esposto pubblicamente la sua teoria: i cibi di origine animale sono nocivi per la salute e rendono il nostro organismo acido pertanto fertile per la diffusione del tumore.

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Tanti sono stati i medici che si sono sentiti attaccati e quasi minacciati dalle parole della dottoressa De Petris.
Pertanto Matteo Viviani ha  fatto chiarezza sul caso intervistandone uno , il dottor Diego Cortinovis ( Oncologo dell’Ospedale San Gerardo di Monza ) schierato a favore delle terapie convenzionali quali chemioterapia e altri trattamenti con medicinali.
Secondo Cortinovis Antonio non sarebbe guarito senza le cure convenzionali, e la sua guarigione non sarebbe merito dell’alimentazione vegetale.
Dopo qualche domanda della Iena Viviani però l’oncologo arriva quasi a contraddirsi dicendo che gli alimenti quali carne e derivati animali sono cibi acidi che non fanno molto bene alla salute
e che pertanto gli ammalati di tumore dovrebbero alimentarsi “anche” con frutta e verdura.

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In risposta all’intervista di Cortinovis, Matteo Viviani ha intervistato il professor Franco Berrino ( Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano )
che convenendo con la teoria di Umberto Veronesi ( Oncologo ) ha dichiarato che il tumore ha bisogno di un ambiente acido per proliferarsi e che l’organismo di un uomo che si nutre di carne e cibi di origine animale è acido. I cibi vegetali sono invece più alcalini e possono rendere lo sviluppo delle cellule tumorali difficile.
Viviani ha poi chiesto al professor Berrino come mai venga offerto negli ospedali ai pazienti ammalati di tumore carne e alimenti raffinati se questi alimenti peggiorano le condizioni predisponendo l’organismo all’insorgere del tumore.
La risposta del professore è stata breve ed esauriente: ” Siamo medici, ci teniamo che i pazienti ritornino da noi. Quello dell’industria Farmaceutica è un business fatto di stupidità, ignoranza e interesse”.

GUARDA IL VIDEO

Vi invito a guardare il video online sul sito de Le Iene e a riflettere.
Finalmente la verità sta affiorando dal mare di bugie e menzogne in cui vogliono farci annegare.

Fonte:
http://sbarellababyanimals.com/2014/03/27/le-iene-alimentazione-vegan-come-cura-al-tumore/

Critica al film: “Allacciate le cinture”

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Andrea Dolcini , giornalista pubblicista, scrive una critica al film:
“Allacciate le cinture”, uscito il 6 marzo scorso nelle sale.
Regia di Ferzan Ozpetek, Sceneggiatura Ferzan Ozpetek, Gianni Romoli

“Caro Ozpetek,

ho visto ieri sera il suo film (cinema Saffi a Forlì) di cui mi piacerebbe capire meglio alcuni aspetti:
– io sono vegano e animalista (ho 49 anni sono vegetariano da 30 e vegano da 20); nel film ho contato almeno una decina di battute relative ai vegani (più la scena della Ricci che di nascosto addenta una salsiccia) che sono una selezione dei più banali e ritriti stereotipi (da palcoscenico del Bagaglino per intenderci) sull’argomento;
– il film contiene, come già in altre sue opere, battute sull’omosessualità ma in questo caso la finalità, l’utilizzo, è autoreferenziale; insomma “portano voti” alla causa, e se il personaggio A fa una battuta sessista c’è sempre il personaggio B che in qualche modo replica e così sottolinea la scarsa apertura mentale di A. Per i vegani, invece, solo parodia senza repliche;
– ho pensato che, va beh, visti i temi del film (soprattutto nel secondo tempo con la malattia della protagonista) fosse necessario un personaggio come la Ricci che garantisse un bilanciamento comico nella trama; non so se lei e Romoli avreste mai previsto che l’iniezione massiccia di fesserie sui vegani non solo compensasse la parte drammatica del film ma addirittura ne annullasse l’intensità; insomma, ieri sera il pubblico (perchè come Ozpetek teme: “si pensa che il pubblico voglia solo ridere”) era stato talmente imbottito di umorismo da Colorado e dintorni che, attenzione, quando la Minaccioni muore è scattata la risata anche davanti alla scenda dell’infermiera che toglie lenzuola e cuscino e poi, AGGHIACCIANTE, anche davanti al letto vuoto contemplato dalla Smutniak: son soddisfazioni, Ozpetek e Romoli? Oppure chissenefrega, la sala era stracolma, la gente ha riso, il passaparola è garantito e così l’incasso è assicurato e allora a posto, missione compiuta?
– per la mia etica che non accetta visioni razziste e sessiste – e ovviamente anche speciste, se il significato vi è noto (non è sarcasmo, è che dopo la visione del film il dubbio è sorto) – le battute sui vegani e il contesto nel quale sono state utilizzate mi hanno dato la stessa sensazione di disgusto, o meglio di rifiuto, che provo quando sento un Gasparri qualunque parlare di omosessualità citando arbitrariamente il Gay Pride e altre idiozie e altri cliché da benpensanti e “tolleranti” dei nostri giorni; per me razzismo, sessismo e specismo sono tematiche che devono essere affrontate assieme, per voi è ovvio ci si deve limitare alle prime due (il conformismo lo richiede; e seppelliamo Pier Paolo Pasolini un’altra volta, tanto ormai…);

– in più, e sto per finire, le battute della figlia della protagonista sembrano un plagio, una versione grossolana di una scena tratta dal film “La Crisi” (da minuto 1’34” http://www.youtube.com/watch?v=wdEE1a3SoMw ) dove però – se a qualcuno poteva apparire grottesco il modo in cui venivano discusse da due adolescenti le tesi animaliste-alimentari era altrettanto grottesco il bersaglio delle loro critiche; nel vostro film invece la Ricci è un ebete da combattimento e la bambina, porella, è una povera bambina che è stata influenzata da cotanta zia;
– cari Ozpetek e Romoli, vi ringrazio almeno per non aver inserito una battuta tipo “anche Hitler era vegetariano!” che pure era della qualità del vostro repertorio; nel caso, per il prossimo film, se volete posso darvi informazioni per smentirla (e anche se fosse stato vero, e non era vero, ben altri dittatori erano carnivori per cui almeno su questo piano non riducetevi al ragionamento ottuso per cui “individuo cattivo vegetariano, tutti vegetariani cattivi e se portano esempi di vegetariani famosi e virtuosi devono indicare anche quelli famosi per le loro nefandezze”);
– speravo che dopo un paio di punturine anti vegani nell’ultimo film di Zalone la moda del “dagli al vegano” fosse estinta ma con il vostro film mi sono ovviamente ricreduto; aspettiamo il prossimo fulgido esempio di “artista” infervorato dalla coraggiosa missione di, è il caso di dirlo, “bastonare il cane che affoga” o gallina o mucca che va al macello; perchè il problema non è il mio orgoglio ma quella che sembra, sembra soltanto, la vostra ignoranza sul tema;

Ho finito: immagino che questa mail finirà (se ci arriverà) sotto gli occhi di qualche segretaria/o che non la inoltrerà ai diretti interessati. Non riceverò risposte, a posto lo stesso.
Caro Ozpetek, ho letto (e ho citato sopra) che lei ha affermato che al cinema “si pensa che il pubblico voglia solo ridere”; con il suo ultimo film lei ha invece dato un forte contributo per avvalorare questo pensiero: contento?

Buone cose”,

Andrea Dolcini – Forlì

Testimonianza di Alberto, diventato vegano…

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Dariavegan pubblica la testimonianza di Alberto, che ha scelto di diventare vegano…

“Cara Daria,

ti scrivo dopo avere letto la storia di Laura, che grazie a una alimentazione vegan ha evitato un pericoloso intervento al colon. Invio con piacere la mia testimonianza, magari potrà essere di ispirazione a qualcuno.

Ho 35 anni e sono vegan da quasi tre mesi.

Prima di fare il passo, erano diverse settimane, anzi, qualche mese, che nonostante continuassi ad andare in palestra il mio livello di energia era basissimo. Ero ingrassato, avevo perso massa muscolare, ero sempre stanco, annebbiato, quando mangiavo sentivo dolore allo stomaco, ero gonfio, fisicamente facevo schifo insomma ;-)
Per recuperare le energie mi riempivo di latte miele e cereali, uova, carne, riso e un po’ di frutta e verdura (ah già, non dimentichiamo le pastiglie di Omega3, spirulina, amminoacidi ramificati e proteine).
Il medico, che non vedevo da 10 anni, mi aveva diagnosticato una gastrite e un principio di ulcera, per non dimenticare citare le coliche intestinali che mi davano qualche fastidio da un paio di settimane.

Poi è successo: girando su facebook ho visto un post che spiegava il numero spropositato di cellule somatiche (pus) contenute in un bicchiere di latte; da quel momento è partita la mia ricerca poiché consumavo di media quasi un litro di latte al giorno.
Io sono così: quando mi interesso a un nuovo argomento mi ci butto e per alcune ore o giorni sono “bulimico” nel cercare informazioni.
Ho deciso di aprire gli occhi riguardo gli allevamenti intensivi, che per anni avevo rifiutato di guardare; ho visto quello che succede nei macelli e come vengono trattati polli, conigli, mucche e maiali.
Ho letto gli effetti delle proteine animali quando vengono introdotte nell’organismo umano; ascoltato le testimonianze di Valdo Vaccaro, scoperto i Vegan Warriors (http://veganwarriors.net), letto il riassunto e guardato il video de “The China Study”, ascoltato nutrizionisti, medici, cardiologi, oncologi che ammettono che il consumo di carne non solo non è necessario, ma inutile e dannoso.

Dal giorno successivo non ho più toccato latte, carne, pesce, uova e mi sono buttato su cereali, frutta e verdura, inizialmente con uno stile un po’ avventato.

I primi 4/5 giorni il mio intestino si è riequilibrato; come si può dire in maniera educata… diciamo che si faceva sentire 5/6 volte al giorno, e la cosa non mi lasciava molto tranquillo, poi si è stabilizzato.

Dopo tre mesi ho perso, senza fare dieta ma mangiando ogni volta che ho voglia (5 volte al giorno di media) e sperimentando ricette, frullati e smoothies (li adoro!) frutta, cereali, … 9 kg (1.83m, ero 84, sono 75); mi alleno in media 3 volte a settimana, con un tipo di allenamento che richiede molte energie.

I cali di zucchero legati a giramento e mal di testa che mi accompagnavano da almeno 15 anni sono quasi scomparsi, mi sento leggero, carico di energie, in una parola: in salute.

Non è mia abitudine fare discorsi per fare cambiare idea alle persone, non l’ho mai fatto e non inizierò adesso; credo che se arriverà il momento di affrontare il cambiamento nella nostra vita ci sarà un evento che ce lo farà capire. Chi per tradizione, abitudine, gusto, paura, piacere desidera continuare a mangiare carne, latticini & co è assolutamente libero di farlo, l’unica cosa che voglio fare è aggiungere la mia testimonianza. Sono un baby vegan, lo so, e alcune persone mi dicono che si tratta di un periodo e che passerà, che oggi è di moda. Io penso solamente a vivere, istante per istante, senza curarmi di loro ma facendo quello che mi fa sentire bene e questo può farlo ognuno di noi.

Un caro saluto a tutti”
Alberto

Campagna mediatica per denigrare il movimento animalista

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“Quel che è certo è che sia stata messa in atto una campagna mediatica per denigrare il movimento animalista, a prescindere dai contenuti e dalle argomentazioni che esso propone.

Io osservo i pro-test da diverso tempo e quel che diffondono artificiosamente e disonestamente è di fatto una caricatura del movimento animalista/antispecista. Gira perfino un video in cui è stato doppiata una scena dal film “La caduta” in cui gli animalisti vengono macchiettisticamente sovrapposti ai nazisti. Quel che penso in definitiva è questo: io non ci sto a ballare al ritmo della loro musica (per loro intendo i pro-test e i media che gli vanno dietro), non ci sto a far passare in secondo piano le nostre valide argomentazioni per dare in pasto alla collettività un tifo da stadio di due fazioni contrapposte. Cerchiamo di non fare questo gioco. Se i pro-test sono arrivati a tanto, a usare le notizie sensazionalistiche, è perché evidentemente non hanno argomentazioni valide quanto le nostre, soprattutto sul piano etico. Teniamolo presente.

Abbiamo risposto al caso Simonsen dissociandoci in massa dagli insulti alla ragazza (che poi il termine “dissociare” secondo me è anche inappropriato in quanto ci si dissocia da qualcosa cui si appartiene, ma poiché gli autori degli insulti sembra nemmeno fossero attivisti del movimento animalista e comunque sia non facevano capo a nessuna associazione, non vedo come la responsabilità delle loro azioni debba riguardarmi/ci direttamente) e cercando di riportare la discussione sul contenuto che realmente ci interessa – l’inaccettabilità etica della sperimentazione animale -, ora, non possiamo stare dietro a tutto ciò che i media diranno del movimento, l’unica cosa che possiamo fare è andare avanti con la nostra battaglia portando argomentazioni valide e cercando strategie migliori.

Penso che in definitiva questi recenti eventi ci abbiano insegnato qualcosa, a essere meno ingenui e a capire quanto il sistema e i media siano forti e capaci di far passare alla collettività qualsiasi notizia e qualsiasi idea in assenza di un approfondimento che sarebbe, sì necessario, ma evidentemente faticoso.
Penso che abbiamo capito che qualsiasi cosa scriviamo potrebbe essere riportata e usata contro di noi. Quindi cerchiamo per favore di prestare attenzioni all’immagine e alle parole che usiamo per rivolgerci all’esterno. Gli insulti non solo non sono di nessuna utilità, ma sono proprio strategicamente sbagliati.

Meno parole e più serietà nell’azione.
Sappiate una cosa: se sbagliamo, non saremo noi a rimetterci, ma gli animali, quegli animali che vogliamo disperatamente difendere e liberare.
Quindi, poiché non parliamo e non agiamo per noi stessi, ma per chi non ha parola, cerchiamo di riflettere bene a quello che facciamo. ”
(Rita)

Gallinae in Fabula

 

Il fine non giustifica i mezzi: una risposta a Caterina Simonsen

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Due esseri senzienti con la stessa voglia di vivere, riposano insieme

Anche Dariavegan condivide  e appoggia il comunicato di Veganzetta in risposta alle dichiarazioni di Caterina Simonsen.

Nonostante la comprensione e l’empatia che possiamo provare nei confronti di una persona che sta affrontando una sfida molto grande per la propria salute, non possiamo però condividere il suo appello in favore della strage di milioni di Animali in nome di un “bene supremo” che sarebbe la salute umana.
Il fine non giustifica i mezzi

“Vivere nonostante i problemi di salute che l’affliggono non deve essere facile per Caterina, e a lei, contrariamente a quello che è accaduto sul web, va la nostra solidarietà di antispecisti. Avere 25 anni e non poter godere appieno della vita, e dipendere da macchinari e farmaci è una tragedia personale, alla quale però Caterina Simonsen ha voluto rispondere avallando una tragedia collettiva. La tragedia collettiva di cui parliamo è la vivisezione o sperimentazione animale, come preferiscono definirla coloro che la difendono, comunque la si voglia chiamare, facciamo riferimento a una vergogna per l’umanità tutta, una pratica a cui soggiace un concetto allucinante: il fine giustifica i mezzi; qualunque scelta o azione è lecita pur di ottenere un risultato utile o positivo per chi la compie.  Caterina dice di amare gli Animali, è vegetariana (cosa lodevole), si fa fotografare abbracciata al suo compagno canino, studia per diventare una veterinaria, insomma la si potrebbe definire una persona a cui stanno a cuore gli Animali, allo stesso tempo per far fronte alla sua situazione difficilissima, e umanamente comprensibile, non esita a utilizzare metodologie derivanti dallo sfruttamento degli Animali.

Ma chi non lo farebbe se fosse al suo posto? Ben pochi avrebbero il coraggio di spingere la propria coerenza personale sino a tali limiti. Se quindi di comprensione e di empatia si può parlare in questo caso, non possiamo, in tutta onestà, condividere il suo appello in favore della strage di milioni di Animali in nome di un “bene supremo” che sarebbe la salute umana (e nello specifico la sua). Non possiamo e non vogliamo condividere un appello che trasforma una persona umana affetta da rare patologie in uno spot vivente pro-vivisezione, divenendo lei stessa strumento propagandistico (si spera del tutto inconsapevolmente, ma dubitare è lecito) nelle mani di chi gli altri è abituato a strumentalizzarli – a usarli – quotidianamente; e ciò perché siamo assolutamente convinte/i che mai i fini possano giustificare i mezzi. Perché se ciò accadesse, se tale paradigma divenisse consuetudine universalmente condivisa (ma forse lo è già), non ci sarebbe limite alla violenza, alla sofferenza e al dominio sull’altro.

Molti in ambito animalista hanno accomunato le pratiche mediche naziste inflitte agli ebrei ai protocolli sperimentali con l’utilizzo di Animali, se il paragone può sembrare esagerato o retorico (ma del resto adeguato alla situazione visto e considerato che la stessa Caterina ha usato pubblicamente il termine “nazi-animalisti”), a sgombrare il campo dagli indugi basterebbe elencare le numerose conoscenze mediche, biochimiche e fisiologiche, le sostanze chimiche, che ancora oggi vengono utilizzate per il “bene supremo” umano, e che sono derivanti da torture inflitte agli ebrei nei campi di concentramento e sterminio nazisti: come il comune test di Clauberg sulla fertilità (per maggiori informazioni si legga:
http://ippoasi.us7.list-manage.com/track/click?u=e71dd9c9a28edfda4e4a2208b&id=8f068340f8&e=f28889c26c), o sostanze di derivazione ormonale come il Progynon e il Proluton, largamente impiegate nei casi di sterilità e di rischio di aborto nella donne; sostanze che possono salvare la vita di un nascituro, o dare la gioia a una persona di avere un figlio. Chi siamo noi per giudicare delle persone che ricorrono a queste soluzioni nella speranza di guarire da una patologia che le ha colpite? Ma allo stesso modo chi siamo noi per giustificare i metodi raccapriccianti che hanno portato alla messa a punto di tali sostanze? Per Caterina le medicine che assume significano vivere, per molti altri esseri senzienti hanno significato dolore e morte.

Caterina diviene vittima di malattie che possono, a oggi, essere curate solo con sostanze che hanno causato vittime non umane a migliaia: lei non ha colpa di tutto ciò. Ma ne diviene complice nel momento in cui decide di difendere pubblicamente tali metodi: non ne ha alcun diritto né come persona umana, né come malata. E’ questo il suo grande errore, ed è questo che non possiamo e non vogliamo condividere, e che anzi condanniamo fermamente. Nessun fine può giustificare i mezzi, nessuno oserebbe affermare ciò che afferma Caterina se le vittime sacrificali fossero i propri cari, la propria famiglia, o anche il proprio Cane (lo stesso della foto di cui si parlava prima, per esempio), questo perché saremmo colpiti nei nostri sentimenti, nei nostri affetti più profondi: meglio che accada ad altri, lontani, distanti da noi, diversi. In fin dei conti le vittime di Clauberg erano per i nazisti “solo ebrei”, quindi meno che umani, e le vittime dei farmaci che assume Caterina erano “solo animali”, quindi nemmeno umani.

Di sicuro molte persone si sentono più sicure perché protette da eserciti e da servizi segreti pronti a tutto pur di difendere un determinato modello di vita, anche a costo di torturare Umani, di imprigionarli, di ucciderli, di richiuderli ed espellerli come si fa con oggetti non desiderati. Ma ciò può essere sopportato solo da chi da queste vergogne trae giovamento, da chi ha la fortuna di trovarsi dalla parte del più forte. Ma a quale prezzo? Ci sarà mai fine a questo macello quotidiano che smembra Animali, Umani e il Pianeta stesso? E’ questo egoismo assurdo che abbiamo il dovere morale di sconfiggere, partendo da chi è l’ultimo degli ultimi: il non umano, vittima anche delle cure che salvano Caterina e in definitiva tutte/i noi.

Vorremmo vedere il sorriso di Caterina senza una maschera di plastica, ma allo stesso tempo vorremmo che tale sorriso non significasse lo strazio di milioni di altri esseri senzienti che hanno il suo stesso diritto a vivere una vita serena. Affermare che ora non si può fare altrimenti non può essere una giustificazione, sarebbe solo una resa ipocrita e una degradazione morale. Una scienza priva di un’adeguata riflessione etica è solo un’aberrazione della nostra propensione alla conoscenza, e può solo generare mostruosità, ingiustizie e dolore. La fine della sperimentazione sugli Animali non è una questione legata al superamento di necessità contingenti, ma è meramente una questione di volontà. Per quanto esposto ci dissociamo da chi augura la morte a Caterina Simonsen, ma anche dalla sua presa di posizione a favore della tortura animale.

Saluti antispecisti”.

Veganzetta
Campagne per gli animali
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Forumetici

Gallinae in Fabula
Ippoasi

Manifesto antispecista
Mappa Vegana Italiana
Progetto Vivere Vegan

 

Auguri per il 2014

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Dopo centinaia di anni di scarsa sensibilità, in cui hanno avuto la meglio luoghi comuni e falsi miti, dall’inizio del 2011 la consapevolezza degli enormi vantaggi dell’alimentazione a base vegetale ha subito una forte e improvvisa accelerazione.

Grazie al lavoro di divulgazione, ai più recenti studi scientifici a sostegno delle tesi vegane e vegetariane e ad un sempre più diffuso movimento in difesa dei diritti degli animali, la cultura del carnismo e delle sue nefaste conseguenze sulla salute, l’ambiente e l’economia, ha iniziato il suo declino! Il mio augurio per il 2014 è che si possa triplicare questa forza, e che presto si possa avere in Italia una legge che garantisca l’opzione vegana salutista in scuole, ospedali, mense aziendali e in tutti i luoghi pubblici di ristorazione. Sarebbe un “piccolo” ma significativo passo avanti.

Mi auguro inoltre che la sensibilità verso i nostri amici animali da parte degli uomini diventi tale e tanta che un giorno si possa pensare di vivere su questo Pianeta in Armonia senza violenza e sfruttamento di nessuna razza animale, umana e non umana. Nel mondo ci sono attualmente più di 50 conflitti armati in cui muoiono centinaia di migliaia di esseri umani. Nel mondo oggi soffrono la fame circa 1 miliardo di persone. Nel mondo ogni anno si uccidono e si macellano per soddisfare un macabro gusto miliardi di animali. Milioni di animali vengono poi “sacrificati” nella sperimentazione animale che ancora oggi molti pensano sia indispensabile alla ricerca per la creazione di nuovi farmaci e terapie, ignorando la nuda e cruda realtà: la sperimentazione animale non è mai stata scientificamente provata come utile o necessaria. MAI!

Tutto questo scorrere di sangue e di sofferenza è il risultato di una logica violenta che abbiamo in una parte del nostro DNA ma che possiamo sublimare con la crescita della coscienza e della consapevolezza, attingendo a quelle parti di noi che invece hanno un debole per l’amore, la dolcezza, il rispetto, la giustizia, la comprensione, la solidarietà, la gioia, lo sviluppo di una intelligenza altruistica e non egoica e materiale.

Questa Utopia potrà diventare realtà a patto che sapremo cambiare il modo di pensare e agire con la comprensione e l’amore e non con l’ignoranza e l’odio (anche se a volte la rabbia per l’ingiustizia certe cose te la tirano proprio fuori). Inoltre tutto ciò sarà possibile se sapremo diventare più biocentrici e meno antropocentrici nel nostro guardare ala vita.

Un grosso ringraziamento va a chi ha avuto o avrà la motivazione e il coraggio di cambiare le proprie vecchie abitudini in direzione di un nuovo stile di vita più consono al sentire della propria coscienza.

Con affetto
Dr. Michele Riefoli

Cena vegana con i colleghi di lavoro

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Ho invitato i colleghi di lavoro ad una cena vegana e, con mia piacevole sorpresa, hanno accettato. Erano tutti più o meno curiosi di provare questa cucina vegana a cui spesso e volentieri faccio riferimento decantandone le lodi…  e che sempre più spesso sentono nominare.

Quindi tutti d’accordo, ho prenotato la cena vegana dall’antipasto al dolce, presso l’ Agriturismo Prato Lamberto  , a Montanara di Curtatone (MN). Agriturismo vegetariano e vegano dove d’estate si svolge il Veg Fest Mantova Ottima cucina vegana.

Claudia la proprietaria e cuoca è vegetariana, su richiesta prepara un buonissimo e abbondante menù vegano da leccarsi i baffi. Infatti ci accoglie con

4 antipasti

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patè di lenticchie e noci, salsa verde, insalata russa, tortino salato

Due primi

risotto con funghi, mele e noci

risotto ai finghi

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 lasagne di verdure

Come secondo abbiamo scelto:

seitan gratinato con finocchio e sesamo

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E per finire il dolce

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cramble di frutta e cioccolato, panna cotta di soia con salsa ai lamponi

Tutto veramente delizioso e squisito, cena completa dall’antipasto al dolce:
25 euro (bevande escluse)

Siamo stati beni, tutti i colleghi sono rimasti piacevolmente soddisfatti tanto da volerci ritornare!

Personalmente ho scelto lo stile di vita vegan per motivi etici, oramai sono circa 12 anni che ho fatto questa scelta ma, più passa il tempo e più mi piace da morire la cucina vegana. Non ho nessun tipo di rimpianto per la vecchia cucina onnivora, anzi, mi trovo decisamente meglio, più gustosa, sana, varia… e soprattutto senza sofferenza!

GO VEGAN!!

Daria :)