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Petizione per il divieto dell’uso di equidi nei palii

IHP lancia una petizione internazionale per il divieto dell’uso di equidi nei palii

Dopo aver preannunciato iniziative per fermare lo sfruttamento degli animali nei palii, l’Italian Horse Protection association passa all’azione e lancia una petizione internazionale indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Ministro del Turismo e al Sottosegretario al Ministero sella Salute.

Come è ben noto, gli animali utilizzati nei palii sono quasi sempre equini. L’utilizzo dei cavalli e, in minor misura, degli asini, è giustificato dagli organizzatori con una “tutela della tradizione e della cultura”, aggiungendo che gli animali utilizzati sono amati e rispettati. In realtà l’uso degli animali ha una valenza spettacolare ed economica: lo dimostrano le grosse cifre intorno al palio di Siena e ad altri palii molto conosciuti. Lo dimostra anche il fatto che gli stessi cavalli vengono utilizzati in più palii e che i fantini sono considerati ormai dei “professionisti” di queste competizioni. I tantissimi cavalli morti per incidenti, abbattuti a seguito di gravi ferite o scomparsi nel nulla testimoniano che l’attaccamento agli animali è solo un argomento di facciata.

I cavalli vengono regolarmente fatti correre su percorsi inadatti, allestiti utilizzando normali vie cittadine ricoperte di sabbia o tufo (anche se ci sono casi estremi, come ad esempio Ronciglione, dove i cavalli vengono fatti correre sull’asfalto). Nel palio più famoso, quello di Siena sono morti almeno 49 cavalli negli ultimi anni (stando alle notizie ufficiali, ma ci sono tantissimi cavalli infortunati, in gara o in prova, dei quali non si è saputo più nulla); le condizioni in cui i cavalli sono costretti a correre sono una garanzia di incidente.

In Italia queste manifestazioni sono escluse dall’ambito di applicazione della legge del 2004 contro il maltrattamento di animali. Dal 2009 esiste un’Ordinanza Ministeriale (cioè un provvedimento provvisorio deciso dal Ministero della Salute, con un’efficacia molto ridotta rispetto a una Legge) che impone agli organizzatori alcune misure minime per la sicurezza degli animali e del pubblico: ricoprire la pista con materiale idoneo ad attutire l’impatto degli zoccoli, proteggere il percorso con adeguate paratie, garantire la presenza di un medico veterinario ippiatra, di un mezzo di trasporto per cavalli e generiche misure antidoping.

Queste misure non sono state però sufficienti ad evitare che tanti cavalli morissero in questi due anni. A dimostrazione di come l’Ordinanza sia uno strumento debole e facilmente scavalcabile, la Regione Toscana ha recentemente approvato una legge regionale che consente lo svolgimento di corse di asini su asfalto: ciò è avvenuto a seguito delle pressioni degli organizzatori, che ritengono troppo oneroso preparare le piste con materiali idonei.

L’obiettivo finale di IHP è il divieto dell’utilizzo di animali nei palii, che sarebbero manifestazioni bellissime, se non fossero rovinate dallo sfruttamento di animali e soprattutto di cavalli. In Italia le voci di protesta dei cittadini e dei turisti indignati sono ignorate dalle nostre Istituzioni: per questo vogliamo attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, per far capire ai nostri politici che sfruttare e far morire gli animali per il pubblico divertimento non è tutela delle tradizioni, ma solo arretratezza culturale che danneggia anche l’immagine del nostro Paese.

La petizione è presente sul sito http://www.nopalio.it/ dove è possibile firmare online: la raccolta firme terminerà ad aprile 2012 e per quel periodo stiamo valutando di organizzare una manifestazione.

Tante associazioni straniere hanno già aderito al nostro invito e sosterranno la petizione, divulgandola tra i loro sostenitori.

Le associazioni italiane che hanno a cuore il benessere degli equini e vogliono affiancarci in questa battaglia possono inviarci un’e-mail all’indirizzo [email protected]

Elenco delle associazioni che hanno già aderito alla campagna (aggiornato al 4 novembre 2011):

AgireOra Network

AISPA – Anglo Italian Society for the Protection of Animals

ANDA – Asociaciòn Nacional para la Defensa de los Animales

AnimalsAsia Italia

Cretan Animal Welfare Group 

Equine Welfare Alliance

The Funny Farm – Horse Rescue Association

International Fund for Horses

IHP – Italian Horse Protection

NetAP – Network for Animal Protection 

OIPA Italia – Organizzazione Internazionale Protezione Animali

One Voice

Scuderia dell’Unicorno

Sey – Suomen Eläinsuojeluyhdistysten liitto ry

Sloboda zvierat

Viva!

Vai alla petizione

Fonte:
http://www.horseprotection.it/index.asp

Uccisione di più di 6 mila furetti

Fermiamo la tortura e l’uccisione di più di 6 mila furetti alla TRIPLE F FARM

All’interno di uno dei più grandi allevamenti di furetti per laboratori di ricerca e negozi di animali, il TRIPLE F FARMS, situato in Pennsylvania (U.S.A.), un video girato dalla PETA rivela migliaia di furetti costretti a sopportare dolore e sofferenza: nessun arricchimento ambientale, sanguinanti prolassi rettali, ernie, ferite aperte, piedi infetti, infezioni agli occhi, mastite, ferite da combattimento (a causa dello stress e dell’affollamento), carcasse in decomposizione.

Centinaia di cuccioli, caduti sul pavimento di cemento attraverso i fili metallici delle gabbie, lasciati a contorcersi e piangere fino a morire per disidratazione, fame o investiti, e quindi mutilati/uccisi dai carri utilizzati per spostare cibo attraverso i corridoi della struttura, altri calpestati e sepolti nelle feci. Sotto gli occhi impotenti delle mamme.

L’investigatore sotto copertura che ha girato il video, più volte ha chiesto di curare gli esemplari malati e di sopprimere quelli in fin di vita per alleviare le loro sofferenze, ma il personale dell’azienda ha accolto le sue richieste con indifferenza, ordinandogli di lasciare i furetti lì dove erano.

L’investigatore ha anche dichiarato di furetti gettati ancora vivi nell’inceneritore, di non aver mai visto la visita di un veterinario, che le gabbie venivano pulite ogni tre/sei settimane, costringendo i furetti a mangiare e defecare nello stesso luogo, a dormire su una o due zampe perché il cumulo di feci era talmente alto da invadere le gabbie e di aver visto dipendenti dell’azienda senza qualifica di veterinari operare in una sala operatoria polverosa, con strumenti non sterilizzati e usati più volte per tagliare organi o sacchi anali a furetti non anestetizzati, completamente svegli che gridavano per la paura e il dolore.

La PETA ha presentato varie denunce formali ed ha avviato una campagna e-mail per chiedere a chi di dovere di indagare contro la TRIPLE F FARMS, esortando a non destinare i soldi dei contribuenti ad aziende come questa.

Sapere che il Governo americano compra furetti proprio da questa Compagnia, essenzialmente sostenendo tali orribili crudeltà, riempie di profonda tristezza e delusione: con questa petizione, vogliamo chiedere al Governo americano di rescindere immediatamente qualunque contratto con la TRIPLE F FARMS!

Firma la petizione
http://www.petizionionline.it/petizione/fermiamo-la-tortura-e-luccisione-di-piu-di-6-mila-furetti-alla-triple-f-farm/5502#.Trw83xAhNFg.facebook