Crimini in tempo di pace

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Venerdì 4 aprile alle ore 18.30
C/O Libreria Nero su Bianco, Via degli Spagnoli 25, Roma

Il saggio Crimini in tempo di pace di Massimo Filippi e Filippo
Trasatti può essere letto come un viaggio, un excursus filosofico e
storico, un itinerario politico che conduce il lettore dai bassifondi dei
mattatoi dove si consuma il più intollerabile dei crimini a cui gli animali
vengono sottoposti fino agli spazi siderali in compagnia di Laika, la
cagnetta lanciata in orbita a bordo del satellite sovietico Sputnik 2.

Possiamo entrare negli Ascensori per l’inferno e inabissarci nella zona
più recondita e oscura del grattacielo immaginato sul finire degli anni ’30
dal filosofo Max Horkheimer in cui sono relegati gli animali da reddito e
che costituisce le fondamenta della struttura piramidale del dominio che
gerarchizza il vivente dividendolo per categorie, oppure librarci negli spazi
smaterializzati dell’arte dove la disposizione al controllo sull’altro animale
si consuma in quel gioco tra sguardo e rappresentazione che contribuisce
a disciplinare bio-politicamente tutto il vivente.

Il sottotitolo del libro recita La questione animale e l’ideologia del
dominio ed è infatti questa la traccia che ci fornisce la chiave di lettura.
Se l’identità della specie umana e la sua presunta diversità suprematista,
il suo proprio,si fonda sull’opposizione UMANO/ANIMALE ,che non sono
categorie biologiche bensì politiche, allora queste differenze di specie
legittimano quell’ideologia del dominio su cui si focalizzano le analisi degli
autori.

Le figure funzionali al disvelamento delle architetture del dominio e
dell’oppressione dell’altro animale e dell’altro animalizzato che attivano
quel meccanismo storico, quella macchina antropocentrica in cui
anche l’uomo può essere incluso/escluso, sono i mattatoi, i campi di
concentramento e di detenzione, i centri di accoglienza per migranti, gli
allevamenti intensivi o quelli eufemisticamente chiamati della carne
felice, le gabbie o le carceri,i laboratori dove si sperimenta sulle vite
animali.Ma,contemporaneamente, l’incontro con il volto e lo sguardo del
cane Bobby , quello ravvicinato con una blatta, quello inaspettato di
Derrida nudo di fronte alla ‘sua’ gatta, o il patto di sangue che la zecca
stabilisce con la sua preda descritto dall’etologo Jakob von Uexkull
diventano i segni rammemorativi di un divenire animale bandito.
Il saggio si apre e si chiude facendo ricorso alla soglia come espediente
retorico in grado di fornire un segno, un ‘ indicazione per attraversare
questo mondo esacerbato dalle passioni tristi e poter immaginare la sua
liberazione seguendo l’ineluttabile,fragile e vulnerabile flusso della vita
animale. E’ il gatto o la gatta che,all’inizio del libro,balza da un dipinto di
Lorenzo Lotto ad annunciarcelo come fosse un angelo e che ritorna da
un’altra tela del Lotto nelle ultime pagine rivelandoci questa volta che un
altro mondo è possibile

Introduce Emilio Maggio

Massimo Filippi è medico neurologo e docente di neurologia c/o l’Università S. Raffaele di Milano

Filippo Trasatti è docente di Filosofia e Storia e si occupa di pedagogia libertaria.

Entrambi sono autori di saggi filosofici e si occupano di antispecismo e questione animale.

Emilio Maggio è studioso di tecniche di comunicazione di massa e collaboratore della rivista di critica
antispecista Liberazioni (http://www.liberazioni.org/)

Evento Facebook
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