La profumazione al muschio bianco è di origine animale

Cervo Mosco (Moschus moschiferus) Nature Photography Workout Parco Faunistico "La Torbiera" -- creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/deed.it

La fragranza al muschio bianco è una fra le più buone in assoluto, delicata, borotalcata, utilizzata anche dagli antichi romani. Molti di noi forse non lo sanno, non è una pianta presente in natura, il muschio bianco in natura non esiste, è un derivato animale.

Una secrezione prodotta dalle ghiandole odorifere di un piccolo cervo, il cervo muschiato (Moschus Moschiferus) originario dell’Asia centrale. Durante il periodo dell’accoppiamento, questo animale marchia il territorio seminando delle piccole palline di muschio che secerne il suo organismo e che vengono accumulate in due borsette attaccate sotto la sua pancia.
Queste palline contengono il pregiato olio essenziale di ‘muschio bianco’ prodotto dalle loro ghiandole odorifere: per estrarlo, per centinaia di anni, questi piccoli cervi sono stati uccisi.

Il cervo mosco, detto anche mosco moschifero o cervo muschiato
(Moschus moschiferus) è un ruminante della famiglia dei moschidi diffuso in Siberia, Corea, Manciuria, Mongolia nord-orientale e sull’isola di Sakhalin.
Il maschio possiede una ghiandola che produce una sostanza dal forte odore muschiato, molto ricercata nell’industria del profumo ed a causa della quale questi animali sono stati (e vengono tutt’ora) cacciati fin quasi all’estinzione.
La ghiandola raggiunge prezzi di 45.000 $ al chilo, e da ogni maschio adulto se ne possono estrarre poche decine di grammi.
La ghiandola può essere rimossa anche senza uccidere l’animale, cosa che viene purtroppo fatta raramente.

Nonostante i divieti di caccia, in alcune aree la mattanza avviene ogni anno, in quanto la ghiandola del cervo muschiato è particolarmente ambita soprattutto al mercato cinese, sia come profumo, che come rimedio curativo.
Fortunatamente, si è messo un freno a questa follia e il profumo al muschio bianco si è iniziato a produrlo sinteticamente.

Il muschio bianco sintetico
Ma l’IFRA – l’International Fragrance Association –, il cui Codice di Comportamento rimane il punto di riferimento per la regolamentazione dell’industria profumiera mondiale, ha vietato attraverso i suoi standard, i profumi sintetici al muschio, tra questi anche il muschio xilene (ossia muschio bianco). La problematica rintracciata in questa profumazione sintetica è l’alto tasso di inquinamento ambientale causato dalla sua produzione.
Ma sono i profumi sintetici al muschio in generale, (derivati nitro-muscosi, muschio-xilene, muschio-toluene) ad avere problematiche ambientali: essi si accumulano nella catena alimentare e possono avere effetti dannosi sul nostro sistema nervoso.
Questa valutazione è stata fatta da un gruppo indipendente di esperti in conseguenza alla richiesta da parte di IFRA di maggiori controlli sulla sostenibilità del muschio xilene.

Altri muschi in commercio
In commercio potrete anche trovare il Muschio quercino: un lichene, la Evernia prunastri, che cresce sui tronchi delle Querce; l’Evernia furfuracea o l’Usnea barbata (Barba di bosco).  I muschi vengono raccolti in grosse balle, compattati e posti in acqua per almeno 6 ore. Il muschio viene poi seccato e posto sotto solvente: si tende a preferire il benzene come solvente, poiché con l’etere di petrolio si ha una minore resa.
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Fonte:
http://www.detersivibiologici.it/2012/12/10/il-mistero-non-troppo-mistero-della-profumazione-al-muschio-bianco/

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