Le uova

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Anche il ciclo produttivo delle uova produce morte. Non a tutti è chiaro perché, ma si spiega facilmente.

Per avere delle galline ovaiole servono delle uova fertili. Non tutte le uova, però, producono galline: da una parte di queste nasceranno dei pulcini maschi, che diventeranno galletti da carne. Oppure vengono uccisi subito, gettati vivi in un tritacarne, per diventare mangime.

Per la produzione di uova, le galline sono costrette in gabbie delle dimensioni di un foglio A3. Le loro ali si atrofizzano, le loro zampe crescono deformi. Il loro becco viene tagliato, senza anestesia, per evitare che si feriscano. A volte vengono addirittura manipolate geneticamente, con ulteriore atroce sofferenza, a causa di difetti alle ossa e alla spina dorsale.
Le galline libere vivrebbero una quindicina d’anni, mentre negli allevamenti vengono uccise a circa due anni, non appena la loro produttività diminuisce.

Qualche informazione in più:
L’uovo di gallina, che viene comunemente considerato un alimento, è in realtà una cellula germinale femminile (gamete femminile) atta come in tutte le altre specie alla riproduzione. Negli uccelli, dunque anche nelle galline, viene deposto all’esterno del corpo, che sia fecondato o meno;
Il contenuto proteico dell’uovo è di circa il 13 %. I grassi si trovano solo nel tuorlo, nella misura del 32 % del suo peso. Il tuorlo, inoltre, è molto ricco di colesterolo, in ragione di 625 mg su 100 gr;

L’albume delle uova crude è ricco di una glicoproteina, l’avidina, che ha la proprietà di combinarsi con la vitamina H (biotina), impedendone la metabolizzazione da parte dell’organismo. Sembra quindi che l’ingestione di grosse quantità di uova crude possa portare a uno stato di carenza di vitamina H. La carenza di vitamina H nell’uomo si manifesta con una tipica malattia della pelle, caratterizzata da desquamazione, specialmente alle mani e ai piedi, da un aspetto grigiastro, secco e rugoso della pelle, accompagnati da stanchezza. Nei bambini molto piccoli, la carenza di vitamina H provoca due malattie della pelle, la dermatite seborroica e l’eritrodermia desquamativa. Vi è inoltre un rischio di atrofizzazione di testicoli e timo. La dermatite seborroica si manifesta con la comparsa al cuoio capelluto di squame grassose giallastre, che possono provocare una transitoria caduta dei capelli. L’eritrodermia desquamativa è data dall’estensione a tutto il corpo delle squame seborroiche, che ricoprono la pelle color rosa salmone;

L’uovo è un alimento iperproteico e iperlipidico, con tutte le conseguenze negative che la presenza di questi nutrienti in eccesso porta alla salute dei consumatori. Ad esempio problemi cardiaci. Le diete che mantengono sano il cuore sono povere in grassi saturi e povere in colesterolo;

Le uova possono essere contaminate dalle Salmonelle e dalle tossine elaborate dagli Stafilococchi. Le Salmonelle sono dei microorganismi che possono superare la barriera intestinale umana ed antrare così in circolo, instaurando un quadro clinico simile a quello del tifo;

L’albume delle uova è poco digeribile. Una notevole parte dell’albume ingerito (dal 30 al 50 %) attraversa il canale digerente indigerita e quindi non assorbita. Può produrre diarrea e anche vomito;

Il tuorlo dell’uovo fornisce la stessa quantità di colesterolo che si ha con 300 grammi di carne, pur pesando, in media, solo 17,5 gr. Non è necessario introdurre il colesterolo con la dieta, poiché il nostro organismo è in grado di sintetizzarne le quantità necessarie.Le proteine dell’uovo sottoposto a cottura divengono indigeribili. La digestione gastrica di un uovo crudo dura ben due ore e un quarto, di un uovo strapazzato due ore e mezza, di un uovo sodo, due ore e cinquanta, di un uovo fritto, tre ore;

Gli antibiotici utilizzati per curare i polli d’allevamento si ritrovano poi nelle uova;

L’Oxford Vegetarian Study è uno studio a lungo termine svolto su scala nazionale concernente lo stato di salute di 6000 persone che non consumano carne (soprattutto vegetariani ma anche qualche consumatore di pesce) e di 5000 persone che ne consumano, usate come gruppo di controllo. Secondo tale studio anche il consumo di uova è risultato positivamente associato con la mortalità per cardiopatia ischemica, causa più comune di morte in Gran Bretagna e in molti altri Paesi sviluppati.

Stefano Momentè

Fonte:
 https://www.facebook.com/zeptepi/posts/10203125836364225:0

 

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