Palio di Legnano

La LAV chiede la riconversione della corsa: “per non mettere in palio la vita dei cavalli e garantirne il rispetto.

Domenica 27 maggio si terrà l’ennesima edizione del Palio di Legnano: un evento per gli appassionati di queste manifestazioni, un triste spettacolo per tutti coloro che amano e rispettano i cavalli. Ridotti a mero strumento di divertimento al servizio delle contrade, alcuni di questi splendidi animali hanno pagato con la vita la loro forzata partecipazione alla corsa. Da ultimo, nel 2008, il generoso Balosso.

La LAV chiede che l’impegno futuro dell’Amministrazione comunale sia volto a riconvertire in senso moderno la Festa del Carroccio, ovvero senza l’utilizzo di animali e senza la pericolosa corsa ippica a pelo.

La LAV invita tutti coloro che amano e rispettano gli animali a disertare il Palio di Legnano e a premiare iniziative rievocative più civili, che non prevedono l’impiego di animali.

In Italia sono più di 60 i cavalli che hanno trovato la morte in seguito a rovinosi incidenti avvenuti nello svolgimento dei palii. Prontamente allontanati dagli occhi degli spettatori, e avviati all’eutanasia: rimedio certo all’irreparabile, ma destino comune anche a quei cavalli vittime di infortuni di routine sulla pista, per i quali le cure risultino troppo complesse e onerose. Di molti di questi cavalli dimenticati si perdono le tracce, rendendo i numeri difficili da quantificare.

Insiste sulla questione un’Ordinanza del Ministero della Salute – concernente la disciplina delle manifestazioni popolari pubbliche e private nelle quali vengono impiegati equidi al di fuori degli impianti ufficialmente autorizzati – disponendo i principali criteri di sicurezza che devono essere rispettati per garantire la minima tutela dei cavalli impegnati nelle kermesse dei palii, ma che purtroppo per questi animali non riesce ad escludere la possibilità di frequenti e gravi incidenti.

Questo significa che non esistono di fatto accorgimenti e misure in grado di ridurre significativamente il rischio per i cavalli, e che tali eventi non possono certamente essere accettati come “tragiche fatalità” per salvaguardare un divertimento umano che non si rassegna a rinunciarvi, ignorando l’accresciuta sensibilità della gran parte degli italiani.   Quantunque un palio si concluda senza incresciose conseguenze, i cavalli “protagonisti dello spettacolo”, sono comunque oggetto di una dedizione deviata, che li sottopone a serrati programmi di allenamento, prove di performance e continui trasporti, per finire malamente incitati e frustati a correre in mezzo al frastuono di una folla esaltata.

Comunicato stampa LAV  
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