Sperimentazione: l’UE finanzia ricerca alternativa

lav

LAV: Importante riconoscimento a tecniche innovative che non ricorrono ad animali, l’Italia si adegui

L’Unione Europea da un chiaro segnale verso i metodi alternativi e la fine della sperimentazione animale, infatti il nuovo programma quadro per la ricerca “Horizon 2020″, approvato dal Parlamento Europeo, prevede più di 70 miliardi di euro di finanziamenti per Centri di ricerca pubblici o privati che intendono operare per lo sviluppo di metodi di ricerca scientifici ed etici.

Una posizione che ben esprime la necessità di voltare pagina e orientare la ricerca verso metodiche che siano utili per l’uomo, senza sperperare fondi, lavoro e vite per una ricerca antiscientifica e superata”, afferma la LAV.

Le evidenze sull’inattendibilità del modello animale sono ormai note e, mentre in Italia i pro-sperimentazione animale scendono in piazza e parlano sui giornali pubblicizzando la necessità e l’utilità della vivisezione come metodo unico di ricerca, l’Europa guarda avanti e riconosce le potenzialità delle tecniche innovative che non ricorrono ad animali.

Il nuovo Programma quadro per la ricerca di 7 anni (2014-2020) si basa su tre pilastri: Excellent sciences, Industrial leadership e Social challenges, quindi a interessarsi ai metodi alternativi non sono gli animalisti, ma le industrie e la ricerca! Un chiaro esempio dell’importanza di investire nelle alternative è lo “Human brain project” (il progetto europeo più avanzato al mondo) che, grazie al supporto di “Horizon 2020”, produrrà il primo cervello in microchip tra soli tre anni… e in Italia c’è chi sostiene, addirittura, che tali metodi non esistono.

Tra i beneficiari dei cospicui finanziamenti previsti da “Horizon 2020” speriamo saranno presenti anche aziende e centri di ricerca italiani, soprattutto ora che è legge l’articolo 13 della norma di delegazione europea 2013 che prevede una forte implementazione dei metodi alternativi, un vanto per la legislazione italiana che deve trovare piena attuazione nella stesura, in atto, della nuova legge.

Mentre oltreoceano esistono laboratori robotici che testano centinaia di sostanze chimiche in pochi giorni, qui si continuano a allevare, e uccidere milioni di animali: un modello di ricerca che pone gravi problemi etici, tempi di ricerca lunghissimi e dati non trasferibili all’uomo. Il nostro Paese non può perdere l’occasione di risorgere economicamente, culturalmente e diventare competitivo lasciandosi alle spalle gli obsoleti modelli animali e la frangia di ricercatori che ignora il futuro difendendo la vivisezione.

Comunicato stampa LAV – 27 novembre 2013

www.lav.it

 

Rispondi